Oceano Mare

Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia,
e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia
e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte.
La marea nasconde. E’ come se non fosse mai passato nessuno.
E’ come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera.
E’ tempo. Tempo che passa. E basta…

Alesandro Baricco – Oceano Mare

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Silenziosa gioia!

Quante lacrime si versano sulle amarezze, e quante parole…

Ti escono di getto e non fatichi mai a cercarle. Ti travolgono come fossero un fiume impazzito senza più un argine che lo trattenga e inonda il mondo delle sue grida strazianti perchè a tutti sia dato di sapere della sua esistenza.

 

E quanto amaro veleno viene usato come inchiostro per scrivere il dolore…

Quante ore insonni per dargli vita e corpo come se non bastasse sentirlo vivere e crescere dentro di noi, senza cercare anche il bisogno di guardarlo negli occhi.

 

E quante lampadine accese, nella notte, per illuminare fogli di carta bagnati di pianto e mani fredde e intorpidite strette intorno ad una penna gelida come una lama…

Come è facile parlare del dolore, quando si prova dolore.

 

Come è silenziosa invece la gioia…

Si nutre dei battiti del cuore e vive di sorrisi che non hanno bisogno di essere raccontati.

Si stampano nell’aria ed entrano nei polmoni diventando il fiato con cui respiri, con cui ti nutri… e prendono il gusto dolce delle parole non dette.

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Stretti a un sogno

Noi siamo piccole ombre di ristoro
in questo arido e immenso deserto,
querce con enormi radici sparse nel profondo ma
deboli rami che lottano contro le intemperie del vento.
Siamo la voce di chi non dimentica,
il battito di cuori che inseguono l’infinito,
fogli bianchi su cui volano le passioni
di un desiderio di vita che mai si placa.
Viviamo tra i mormorii e le grida di occhi
che viaggiano sulle spume delle onde,
e che si infrangono sugli scogli dei sogni
trovando poi riparo su isole lontane e irraggiungibili.
Abbiamo tante parole ma nessun potere,
rubiamo i colori del cielo per respirarne l’azzurro
e ci trafiggiamo la pelle , con anima incosciente,
contro le aguzze lame di alti cancelli.
Mai potremo chiudere le porte al male
che tenterà invano di cancellare la nostra voce.
Noi siamo acqua che disseta questo arido deserto…
poveri cantori di una melodia racchiusa nel nostro cuore,
poeti di sogni che non avranno mai fine.

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