Inchiostro

Ho bruciato tante pagine lungo le vie della mia vita.

Pagine piene di sogni infranti, di notti frantumate contro gli spigoli aguzzi di una luna maligna e oscura.

Le ho incenerite al fuoco della rabbia e del dolore, incurante che il fumo oscurasse il mondo ai miei occhi e li facesse diventare fiumi di lacrime di cristallo.

Ogni foglio un addio, e tra le fiamme uscivano mani che tentavano di afferrarmi per non essere cancellate per sempre, per tenermi prigioniera ancora alle loro illusioni vacue… spezzoni di felicità vissuti in un passato color porpora, schegge di pelle rimaste impigliate tra la tela di ricordi e lenzuola, sorrisi e ciglia lasciate a vagare nel vento

Quante pagine ho bruciato! Eppure tante sono ancora quelle chiuse nel cassetto del cuore.

Ancora avvolte nelle loro vesti immacolate, nel loro silenzioso attendere di essere graffiate dalla penna fino a farle sanguinare, pronte a piegare il loro orgoglio ad una fragile carezza, o a portarlo in alto fino alle stelle per sfuggire alla lama che lo vuole colpire.

Tra le mie mani la penna cede i colori per raccontare la mia storia e dare contorni al caldo e freddo di questa mia vita come a tracciarne il filo del destino. L’inchiostro con cui sto scrivendo ora è imbevuto nella tinta del tuo nome, caduto nella trappola dei miei giorni, imbrigliato alle corde dei miei desideri. Ed ora nuoto negli abissi di un pensiero incessante sapendo che sei l’amore di oggi e la ferita di domani, la vetta su cui i miei passi arrancheranno fino alla fine del respiro.

Siamo Dei delle nostre gioie e artefici dei nostri dolori, disperati esuli alla ricerca di una realtà che abbia il sapore di un sogno, con tanti tristi fardelli , mai dimenticati, appesi come cappotti lisi alle punte delle stelle. Feriti, stanchi, piegati ma mai arresi. Mai dati per vinti, mai pronti a rinunciare all’invito di un attimo che resti scritto nelle pagine bianche di un ricordo, che dia ancora un senso a questo mondo.

L’amore è un gioco che non pretende vittorie e non concede cadaveri alla sepoltura… La scia di una nave senza timone trascinata dalle correnti del mare senza che noi possiamo saperne mai il percorso né la fine… L’amore è la tua paura e la mia incoscienza. La tua corazza ed il mio petto nudo. La tua gabbia e la mia libertà. La tua penna ed il mio foglio bianco… il mio inchiostro e la tua storia… L’amore è la mia mano e la tua stretta prima della notte. La solitudine è l’unica lapide senza nome, una terra arida dove neppure le lacrime sanno dar vita ad un fiore…

Se io e te stiamo insieme lei è già sconfitta.

Deux_by_Crizata

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Sono

Sono un sussulto del silenzio.
loveLa trama di una commedia
dimenticata su una vecchia panchina
all’angolo solitario di una via.
Sono l’acuto di una nota disperata
e l’applauso in cui silenziosa si perde.
La penna che scivola stanca
sullo spazio vuoto e immacolato del nulla
illudendolo di non essere solo inutile carta
che raccoglie un sogno da bruciare.
Sono uno scoglio che attende di poter volare
e nella sua instancabile veglia
scruta il cielo sotto il profilo della luna
pregando che una pioggia leggera
porti , al suo angoscioso silenzio,
il perenne mormorìo del mare.
Sono il sapore amaro del desiderio

e la scalza voce con cui lo rincorro…

Va dove ti porta il cuore

Abbi cura di te…
Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un’idea senza avere un’idea di sé è una delle cose  più pericolose che si possano fare. Ogni volta che ti sentirai smarrita,  confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a  caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla,  aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta.

Susanna Tamaro