Buona Pasqua

E Pasqua sia, nei tuoi occhi
E Pasqua sia, nel tuo cuore,
E Pasqua sia, nelle tue mani
per donare ciò che senti di più prezioso nel tuo cuore
per riempire gli occhi di lacrime d’emozione,
Buona Pasqua di Luce e Pace!

Stephen Littleword

E per questa Santa Pasqua ho deciso di cimentarmi nella realizzazione di un dolce tipico..
La colomba Pasquale! Per essere bella è bella! Anche il profumo c’è…speriamo sia anche buona!
Voi che ne dite? Intanto faccio a tutti voi tanti sinceri auguri. Che questa Pasqua possa
portare nei vostri cuori, pace amore e serentà!
Con affetto

Rosy
colomba

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Ciao piccolino

Ciao piccolino, è difficile per me stare qui seduta e scrivere queste parole cercando di trattenere le lacrime.
Devo dirti addio, lasciarti andare libero così come ha già fatto il mio corpo…ma fa tanto male.
Per 9 settimane hai riempito la mia vita di gioia, amore, sogni e progetti. Mi hai reso una donna felice.
Improvvisamente TUTTO aveva acquistato un senso e un nuovo significato.
Ho provato un amore così grande per te, piccolino mio…non credevo di essere capace di provare tali sentimenti.
Poi un giorno, in silenzio, senza far alcun rumore, te ne sei andato…
Un attimo, un solo attimo e poi… non c’eri più! In un solo secondo tutti i sogni si sono infranti.
Succede così che la tristezza prende il sopravvento. I sensi di colpa seguono a ruota: avrò fatto qualcosa?
Un movimento sbagliato? E poi la paura. Tanta. Di non riuscire più.
Un dolore sordo. Intimo. Profondo. Indescrivibile. Che rimane dentro…a vita.
E poi? Sul poi…non hai la forza per pensarci.
Tutta quella felicità, immensa, infinita, di qualche giorno prima è svanita di colpo. E’ bastata una ecografia e una frase del ginecologo:
“Non c’è più il battito”, per far naufragare tutti i sogni.
Eppure nella testa, come un bombardamento ininterrotto, si ripresentano tutte le scene: il test, le due striscette, la faccia sbalordita,
stupefatta e smarrita al tempo stesso del futuro papà.
Ormai quella vita che si era aggrappata con le unghie nel grembo era diventato l’unico pensiero.
Il primo saluto al mattino. L’ultimo bacio prima di dormire.
Ed ora? Il vuoto. Il nulla.
Hai lasciato un vuoto immenso fra le pieghe di questo mio cuore che non vuole smettere di disperarsi.
Sei rimasto poco tempo dentro di me…ma sei stato in grado di rivoluzionare i miei pensieri e la mia vita.
Ti ho amato tanto….e ti amerò per sempre…e per sempre sarai nei miei pensieri…
Per i medici non eri ancora un feto, eri SOLO un embrione. Per me eri il mio bambino.
E non sarai mai perso per la tua mamma. Ti custodirò per sempre al sicuro nel mio cuore.
Ora vola sereno piccolo angelo…il cielo oggi ha una nuova stella…

E’ già ieri

Ai bordi della strada si stende la campagna e noi a parlare e a guardarla dal vetro,
tra le case che spuntano e si perdono dietro, come scritte cancellate da sopra una lavagna.
Abbiamo preso a raccontarci tante cose, storie buffe, sogni e poi castelli in aria
e di un viaggio in quella terra straordinaria dove non appassiscono le rose.
Camminando l’ombra è un punto quasi fermo.

Una fitta che mi prende giù allo sterno per quello che mi dai e per quello che mi chiedi..

Finché d’improvviso è giunta l’ora di tornare….in fondo è il sapore di quest’oggi ormai ieri,
scoperto in questo nuovo giorno senza senso che ho immaginato vuoto e invece è così intenso,
bagnato dal torrente dove fuggono i pensieri perché in punta di piedi un altro giorno è andato fra tanti,
in cui si lotta a tirare a campare, dove è così bello ridere e a volte ricordare due mani strette…

love

Fa che il tuo cuore non dimentichi

Le campane della chiesa battono

i rintocchi di un tempo senza tempo

e i minuti si perdono tra i passi di viandanti concitati.

Qualcuno sta rincorrendo a perdifiato un sogno

che improvvisamente gli sta sfuggendo lontano.

Ogni viaggio porta l’incognita di un destino

e lungo la strada si rischia di perdere sempre

qualche spicciolo di cuore… magari

abbandonato in qualche angolo del mondo,

lanciato al buio angosciante di una interminabile galleria,

o scivolato sui binari di una stazione morta da sempre.

Qualcuno distrattamente, nella sua corsa,

calpesta un piccolo foglio spiegazzato

facendolo rotolare lontano dagli occhi distratti.

Era caduto da una piccola mano che, inutilmente

aveva cercato, nella furia di un tempo senza pietà,

di afferrare per l’ultima volta un’altra mano…

sperando invano di poterla raggiungere

prima che il buio la inghiottisse per sempre…

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi ”

solo questo c’era scritto, poche parole

scritte da una grafia semplice e frettolosa,

inchiostro colato sotto due lacrime disperate.

Solo un attimo per un saluto gridato,

per un abbraccio mancato….

Poi solo il volto inghiottito tra braccia al vento.

Lontano da tutto questo,

sul muretto vicino ad una chiesa

una ragazza ha scelto a chi donare

la sua prima incerta carezza d’amore.

I suoi capelli profumano di frutta acerba

e le sue dita tengono delicatamente un fiore.

E mentre un tramonto dai contorni di fuoco

scende portando il silenzio sulla piazza,

i profili dei loro volti si avvicinano timidamente.

Il fiore scivola dalle dita e le labbra si muovono

quasi in un sussurro impercettibile:

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi”

Fa che il tuo cuore non dimentichi…

perché sotto quelle poche parole scritte

per sempre resterà inciso un nome.

Love_is____by_NadyaBird

 

Inchiostro

Ho bruciato tante pagine lungo le vie della mia vita.

Pagine piene di sogni infranti, di notti frantumate contro gli spigoli aguzzi di una luna maligna e oscura.

Le ho incenerite al fuoco della rabbia e del dolore, incurante che il fumo oscurasse il mondo ai miei occhi e li facesse diventare fiumi di lacrime di cristallo.

Ogni foglio un addio, e tra le fiamme uscivano mani che tentavano di afferrarmi per non essere cancellate per sempre, per tenermi prigioniera ancora alle loro illusioni vacue… spezzoni di felicità vissuti in un passato color porpora, schegge di pelle rimaste impigliate tra la tela di ricordi e lenzuola, sorrisi e ciglia lasciate a vagare nel vento

Quante pagine ho bruciato! Eppure tante sono ancora quelle chiuse nel cassetto del cuore.

Ancora avvolte nelle loro vesti immacolate, nel loro silenzioso attendere di essere graffiate dalla penna fino a farle sanguinare, pronte a piegare il loro orgoglio ad una fragile carezza, o a portarlo in alto fino alle stelle per sfuggire alla lama che lo vuole colpire.

Tra le mie mani la penna cede i colori per raccontare la mia storia e dare contorni al caldo e freddo di questa mia vita come a tracciarne il filo del destino. L’inchiostro con cui sto scrivendo ora è imbevuto nella tinta del tuo nome, caduto nella trappola dei miei giorni, imbrigliato alle corde dei miei desideri. Ed ora nuoto negli abissi di un pensiero incessante sapendo che sei l’amore di oggi e la ferita di domani, la vetta su cui i miei passi arrancheranno fino alla fine del respiro.

Siamo Dei delle nostre gioie e artefici dei nostri dolori, disperati esuli alla ricerca di una realtà che abbia il sapore di un sogno, con tanti tristi fardelli , mai dimenticati, appesi come cappotti lisi alle punte delle stelle. Feriti, stanchi, piegati ma mai arresi. Mai dati per vinti, mai pronti a rinunciare all’invito di un attimo che resti scritto nelle pagine bianche di un ricordo, che dia ancora un senso a questo mondo.

L’amore è un gioco che non pretende vittorie e non concede cadaveri alla sepoltura… La scia di una nave senza timone trascinata dalle correnti del mare senza che noi possiamo saperne mai il percorso né la fine… L’amore è la tua paura e la mia incoscienza. La tua corazza ed il mio petto nudo. La tua gabbia e la mia libertà. La tua penna ed il mio foglio bianco… il mio inchiostro e la tua storia… L’amore è la mia mano e la tua stretta prima della notte. La solitudine è l’unica lapide senza nome, una terra arida dove neppure le lacrime sanno dar vita ad un fiore…

Se io e te stiamo insieme lei è già sconfitta.

Deux_by_Crizata

Silenziosa gioia!

Quante lacrime si versano sulle amarezze, e quante parole…

Ti escono di getto e non fatichi mai a cercarle. Ti travolgono come fossero un fiume impazzito senza più un argine che lo trattenga e inonda il mondo delle sue grida strazianti perchè a tutti sia dato di sapere della sua esistenza.

 

E quanto amaro veleno viene usato come inchiostro per scrivere il dolore…

Quante ore insonni per dargli vita e corpo come se non bastasse sentirlo vivere e crescere dentro di noi, senza cercare anche il bisogno di guardarlo negli occhi.

 

E quante lampadine accese, nella notte, per illuminare fogli di carta bagnati di pianto e mani fredde e intorpidite strette intorno ad una penna gelida come una lama…

Come è facile parlare del dolore, quando si prova dolore.

 

Come è silenziosa invece la gioia…

Si nutre dei battiti del cuore e vive di sorrisi che non hanno bisogno di essere raccontati.

Si stampano nell’aria ed entrano nei polmoni diventando il fiato con cui respiri, con cui ti nutri… e prendono il gusto dolce delle parole non dette.

love

Sono

Sono un sussulto del silenzio.
loveLa trama di una commedia
dimenticata su una vecchia panchina
all’angolo solitario di una via.
Sono l’acuto di una nota disperata
e l’applauso in cui silenziosa si perde.
La penna che scivola stanca
sullo spazio vuoto e immacolato del nulla
illudendolo di non essere solo inutile carta
che raccoglie un sogno da bruciare.
Sono uno scoglio che attende di poter volare
e nella sua instancabile veglia
scruta il cielo sotto il profilo della luna
pregando che una pioggia leggera
porti , al suo angoscioso silenzio,
il perenne mormorìo del mare.
Sono il sapore amaro del desiderio

e la scalza voce con cui lo rincorro…