Sorridi!

Il sorriso di una persona è un’arma potentissima: distrugge l’invidia e la cattiveria. Lascia il segno nel cuore di chi lo vede. Dona calore e pace alle persone che lo ricevono. Il sorriso è qualcosa che tutti dovrebbero ricordare di tenere sempre acceso, quel qualcosa che nessuno dovrebbe permettersi di spegnere e di toccare. Quel valore che ha sapore solo se è indossato con verità e non come maschera.

sorridi

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Una porzione d’infinito

Quanto sa crudelmente assottigliarsi il tempo a volte… sembra sparire da sotto le mani, da dentro gli occhi, fino a diventare un’invisibile trama di seta colorata, mossa lievemente da un sospiro di vento…
E noi restiamo ipnotizzati ad osservare come, intorno a noi, le ore muovono la loro danza sensuale rendendoci l’anima più leggera di una nuvola, così piccola e impotente da temere possa essere trascinata via, insieme a loro.
Noi, esseri esiliati da un mondo sordo e ostile, intrecciamo le nostre vite tra le rime di un tramonto che tinge di rosso sangue l’orizzonte…là, fin dove giungono, esausti, i nostri sguardi.
Attori della notte, artisti d’amore, vagabondi dall’anima trafitta ma perennemente in volo, con i sensi vigili sopra la pelle, gli occhi che sempre scrutano ciò che non vorrebbero vedere e le labbra che toccano, bramano, tremano…
Dietro l’angolo di ogni dura battaglia , ridipingiamo i nostri sogni su pezzetti di cuore sparsi nell’impossibile, per liberare frammenti di poesie rimaste da tempo imprigionate dentro il vortice di un fiume fatto di sabbia e rapide…

In questo tempo così ostile e avaro d’amore, io ti faccio dono della mia anima, amore mio.
La depongo alla porta della tua, per essere il tuo risveglio dal torpore del nulla, il riscatto del tuo petto stanco, l’antica promessa per le cose poi sfuggite di mano, evaporate, rubate…

Credimi… il cuore non ha rughe, né capelli bianchi… il cuore non ha tempo né può invecchiare. Sempre pronto a rinascere, vivere, combattere… sempre pronto a immolarsi e morire, mille e mille volte, sull’altare di un destino costruito sulle nostre ansie, incertezze, codardìe…
Muore ma poi rinasce dalle sue stesse ceneri, ed è ancora più voglioso, incosciente…

Noi siamo come poeti senza tempo che nel silenzio di un attimo infinito sanno accarezzare l’immenso…bambini malinconici e spaventati che tengono acceso un lume nella notte per non far emergere i pensieri più cupi, e ostinatamente camminano appoggiandosi al bastone scheggiato del cuore.

Ti faccio dono della mia anima, amore mio, e dei sogni e delle delusioni che contiene.
E con essa ti porterò il mio sorriso perché possa cancellare il frastuono di notti rivoltate e rigirate, inquietudini abbracciate e mai abbandonate…delusioni da nascondere in un angolo della mente, da dimenticare, da attraccare ad un molo qualsiasi, di un porto qualsiasi, di un mare qualsiasi… purchè lontane da noi.

E non mi importa di sapere se, per questo amore, qualcuno che decide per tutti ha già stabilito una fine, né di quanti, nell’ombra, tentano di frantumarlo, distruggerlo… né temere che siano le nostre stesse mani a spezzettarlo come un fragile foglio di carta che non ha vissuto neppure il tempo per essere scritto…
Quanto è già stato ed è, resterà ormai inciso in eterno nella pergamena dell’immortalità.

Resta avvinghiato al mio cuore, quindi e raccontami, in questa porzione di infinito che ci è stato dato di tenere tra le mani, quanto sono profonde le tue radici e fino a quale apice sono riuscite a volare le tue mani.

Dimmi dove hai un inizio e dove avrai una fine.
Di quando sei felice o quando invece hai gli occhi pieni di sale… e dimmi dove si sono attorcigliati i tuoi nodi, da quali scogli hai gettato i tuoi sogni e quante volte sei scivolato sui gradini ripidi di questa vita.
Portami con te sulla tua strada e mostrami dove tieni le armi con cui combatti le tue guerre e le bende con cui nascondi le ferite… donami le parole che hai ferme nella gola e raccontami di quella volta in cui hai affrontato, da solo, gli artigli del tramonto…
Cantami la passione che ti stritola le vene ed io ti dirò in quante parti, troppe volte, ho ripiegato la mia anima fino a temere che, nel silenzio soffocasse… di quando le urla mi sono esplose dentro lacerandomi il petto, di lividi e sangue… di zoccoli sulla terra bagnata e corse su sentieri di vetro…

E poi raccontami, accarezzami, parlami ancora, e poi ancora, e ancora fino a stordirmi… abbracciami e bevi dalla mia anima goccia a goccia fino a riempire la tua… e spogliami della mia stessa pelle perché io possa rivestirmi di te.
Ingombrami la mente dei tuoi pensieri e sbriciolami addosso la voglia delle tue braccia, marchiamela a fuoco attorno le spalle, scioglimela sulle guance e mettila in sillabe come battiti…
Non pensiamo al domani perché il domani non esiste, ma solo una fila interminabile di oggi che formano la parola sempre…sempre, finchè noi vorremo…sempre finchè noi ameremo…sempre perché sia per sempre…

Fa che il tuo cuore non dimentichi

Le campane della chiesa battono

i rintocchi di un tempo senza tempo

e i minuti si perdono tra i passi di viandanti concitati.

Qualcuno sta rincorrendo a perdifiato un sogno

che improvvisamente gli sta sfuggendo lontano.

Ogni viaggio porta l’incognita di un destino

e lungo la strada si rischia di perdere sempre

qualche spicciolo di cuore… magari

abbandonato in qualche angolo del mondo,

lanciato al buio angosciante di una interminabile galleria,

o scivolato sui binari di una stazione morta da sempre.

Qualcuno distrattamente, nella sua corsa,

calpesta un piccolo foglio spiegazzato

facendolo rotolare lontano dagli occhi distratti.

Era caduto da una piccola mano che, inutilmente

aveva cercato, nella furia di un tempo senza pietà,

di afferrare per l’ultima volta un’altra mano…

sperando invano di poterla raggiungere

prima che il buio la inghiottisse per sempre…

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi ”

solo questo c’era scritto, poche parole

scritte da una grafia semplice e frettolosa,

inchiostro colato sotto due lacrime disperate.

Solo un attimo per un saluto gridato,

per un abbraccio mancato….

Poi solo il volto inghiottito tra braccia al vento.

Lontano da tutto questo,

sul muretto vicino ad una chiesa

una ragazza ha scelto a chi donare

la sua prima incerta carezza d’amore.

I suoi capelli profumano di frutta acerba

e le sue dita tengono delicatamente un fiore.

E mentre un tramonto dai contorni di fuoco

scende portando il silenzio sulla piazza,

i profili dei loro volti si avvicinano timidamente.

Il fiore scivola dalle dita e le labbra si muovono

quasi in un sussurro impercettibile:

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi”

Fa che il tuo cuore non dimentichi…

perché sotto quelle poche parole scritte

per sempre resterà inciso un nome.

Love_is____by_NadyaBird

 

Silenziosa gioia!

Quante lacrime si versano sulle amarezze, e quante parole…

Ti escono di getto e non fatichi mai a cercarle. Ti travolgono come fossero un fiume impazzito senza più un argine che lo trattenga e inonda il mondo delle sue grida strazianti perchè a tutti sia dato di sapere della sua esistenza.

 

E quanto amaro veleno viene usato come inchiostro per scrivere il dolore…

Quante ore insonni per dargli vita e corpo come se non bastasse sentirlo vivere e crescere dentro di noi, senza cercare anche il bisogno di guardarlo negli occhi.

 

E quante lampadine accese, nella notte, per illuminare fogli di carta bagnati di pianto e mani fredde e intorpidite strette intorno ad una penna gelida come una lama…

Come è facile parlare del dolore, quando si prova dolore.

 

Come è silenziosa invece la gioia…

Si nutre dei battiti del cuore e vive di sorrisi che non hanno bisogno di essere raccontati.

Si stampano nell’aria ed entrano nei polmoni diventando il fiato con cui respiri, con cui ti nutri… e prendono il gusto dolce delle parole non dette.

love

Sono

Sono un sussulto del silenzio.
loveLa trama di una commedia
dimenticata su una vecchia panchina
all’angolo solitario di una via.
Sono l’acuto di una nota disperata
e l’applauso in cui silenziosa si perde.
La penna che scivola stanca
sullo spazio vuoto e immacolato del nulla
illudendolo di non essere solo inutile carta
che raccoglie un sogno da bruciare.
Sono uno scoglio che attende di poter volare
e nella sua instancabile veglia
scruta il cielo sotto il profilo della luna
pregando che una pioggia leggera
porti , al suo angoscioso silenzio,
il perenne mormorìo del mare.
Sono il sapore amaro del desiderio

e la scalza voce con cui lo rincorro…

Sento. Ascolto. Amo.

Raccolgo, avida, quanto la terra mi offre nel mio andare.
Le radici amare che strappo dai solchi di mia madre, le spighe di grano cresciute sulla curva schiena di mio padre e i rossi melograni sbocciati nei sorrisi di mio fratello…. e poi mi volto verso il sole e mi getto tra le tue mani aperte per farmi stringere, soffocare, consumare…
Dentro esplode una stella e il riso si mescola al pianto.
Mordo ogni giorno che passa perché ne porti il segno all’infinito e di esso non venga sprecato neppure un secondo e poi mi chiedo come sarà il silenzio quando finirà l’inchiostro e i fogli resteranno bianchi.
Certe volte faccio mattina solo per illudermi che il calendario si sia fermato e il mio cuore abbia così guadagnato qualche battito smarrito.
Oltre i miei occhi il fiume continua a scorrere rumoroso e libero.
Spalanco le braccia mentre indosso questa mia pelle sottile, troppo sottile per lasciare fuori emozioni che mi colpiscono come tempesta.
Sento. Ascolto. Amo.
E a volte è tutto così troppo che l’inizio si confonde con la fine e le parole si perdono tra le dita come sabbia spazzata via dal vento.

teen_love