Oceano Mare

Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia,
e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia
e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte.
La marea nasconde. E’ come se non fosse mai passato nessuno.
E’ come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera.
E’ tempo. Tempo che passa. E basta…

Alesandro Baricco – Oceano Mare

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Fa che il tuo cuore non dimentichi

Le campane della chiesa battono

i rintocchi di un tempo senza tempo

e i minuti si perdono tra i passi di viandanti concitati.

Qualcuno sta rincorrendo a perdifiato un sogno

che improvvisamente gli sta sfuggendo lontano.

Ogni viaggio porta l’incognita di un destino

e lungo la strada si rischia di perdere sempre

qualche spicciolo di cuore… magari

abbandonato in qualche angolo del mondo,

lanciato al buio angosciante di una interminabile galleria,

o scivolato sui binari di una stazione morta da sempre.

Qualcuno distrattamente, nella sua corsa,

calpesta un piccolo foglio spiegazzato

facendolo rotolare lontano dagli occhi distratti.

Era caduto da una piccola mano che, inutilmente

aveva cercato, nella furia di un tempo senza pietà,

di afferrare per l’ultima volta un’altra mano…

sperando invano di poterla raggiungere

prima che il buio la inghiottisse per sempre…

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi ”

solo questo c’era scritto, poche parole

scritte da una grafia semplice e frettolosa,

inchiostro colato sotto due lacrime disperate.

Solo un attimo per un saluto gridato,

per un abbraccio mancato….

Poi solo il volto inghiottito tra braccia al vento.

Lontano da tutto questo,

sul muretto vicino ad una chiesa

una ragazza ha scelto a chi donare

la sua prima incerta carezza d’amore.

I suoi capelli profumano di frutta acerba

e le sue dita tengono delicatamente un fiore.

E mentre un tramonto dai contorni di fuoco

scende portando il silenzio sulla piazza,

i profili dei loro volti si avvicinano timidamente.

Il fiore scivola dalle dita e le labbra si muovono

quasi in un sussurro impercettibile:

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi”

Fa che il tuo cuore non dimentichi…

perché sotto quelle poche parole scritte

per sempre resterà inciso un nome.

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Inchiostro

Ho bruciato tante pagine lungo le vie della mia vita.

Pagine piene di sogni infranti, di notti frantumate contro gli spigoli aguzzi di una luna maligna e oscura.

Le ho incenerite al fuoco della rabbia e del dolore, incurante che il fumo oscurasse il mondo ai miei occhi e li facesse diventare fiumi di lacrime di cristallo.

Ogni foglio un addio, e tra le fiamme uscivano mani che tentavano di afferrarmi per non essere cancellate per sempre, per tenermi prigioniera ancora alle loro illusioni vacue… spezzoni di felicità vissuti in un passato color porpora, schegge di pelle rimaste impigliate tra la tela di ricordi e lenzuola, sorrisi e ciglia lasciate a vagare nel vento

Quante pagine ho bruciato! Eppure tante sono ancora quelle chiuse nel cassetto del cuore.

Ancora avvolte nelle loro vesti immacolate, nel loro silenzioso attendere di essere graffiate dalla penna fino a farle sanguinare, pronte a piegare il loro orgoglio ad una fragile carezza, o a portarlo in alto fino alle stelle per sfuggire alla lama che lo vuole colpire.

Tra le mie mani la penna cede i colori per raccontare la mia storia e dare contorni al caldo e freddo di questa mia vita come a tracciarne il filo del destino. L’inchiostro con cui sto scrivendo ora è imbevuto nella tinta del tuo nome, caduto nella trappola dei miei giorni, imbrigliato alle corde dei miei desideri. Ed ora nuoto negli abissi di un pensiero incessante sapendo che sei l’amore di oggi e la ferita di domani, la vetta su cui i miei passi arrancheranno fino alla fine del respiro.

Siamo Dei delle nostre gioie e artefici dei nostri dolori, disperati esuli alla ricerca di una realtà che abbia il sapore di un sogno, con tanti tristi fardelli , mai dimenticati, appesi come cappotti lisi alle punte delle stelle. Feriti, stanchi, piegati ma mai arresi. Mai dati per vinti, mai pronti a rinunciare all’invito di un attimo che resti scritto nelle pagine bianche di un ricordo, che dia ancora un senso a questo mondo.

L’amore è un gioco che non pretende vittorie e non concede cadaveri alla sepoltura… La scia di una nave senza timone trascinata dalle correnti del mare senza che noi possiamo saperne mai il percorso né la fine… L’amore è la tua paura e la mia incoscienza. La tua corazza ed il mio petto nudo. La tua gabbia e la mia libertà. La tua penna ed il mio foglio bianco… il mio inchiostro e la tua storia… L’amore è la mia mano e la tua stretta prima della notte. La solitudine è l’unica lapide senza nome, una terra arida dove neppure le lacrime sanno dar vita ad un fiore…

Se io e te stiamo insieme lei è già sconfitta.

Deux_by_Crizata