Silenziosa gioia!

Quante lacrime si versano sulle amarezze, e quante parole…

Ti escono di getto e non fatichi mai a cercarle. Ti travolgono come fossero un fiume impazzito senza più un argine che lo trattenga e inonda il mondo delle sue grida strazianti perchè a tutti sia dato di sapere della sua esistenza.

 

E quanto amaro veleno viene usato come inchiostro per scrivere il dolore…

Quante ore insonni per dargli vita e corpo come se non bastasse sentirlo vivere e crescere dentro di noi, senza cercare anche il bisogno di guardarlo negli occhi.

 

E quante lampadine accese, nella notte, per illuminare fogli di carta bagnati di pianto e mani fredde e intorpidite strette intorno ad una penna gelida come una lama…

Come è facile parlare del dolore, quando si prova dolore.

 

Come è silenziosa invece la gioia…

Si nutre dei battiti del cuore e vive di sorrisi che non hanno bisogno di essere raccontati.

Si stampano nell’aria ed entrano nei polmoni diventando il fiato con cui respiri, con cui ti nutri… e prendono il gusto dolce delle parole non dette.

love

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Buon compleanno mamma

Se l’amore ferirà la tua anima
cercami nel sorriso di un bambino
o nello sbocciare dei fiori in primavera…

…in un’altalena del parco
ti spingerò, facendoti sognare di volare.

Se il vento scuoterà il tuo petto,
cercami nella forza del maestrale,
nell’ombra sotto un albero
se lacrime di corallo
renderanno umidi i tuoi occhi.

Cercami nell’onda
del mare in tempesta
o nel rosso di un tramonto estivo
se vorrai respirare
profumi sconosciuti.

Se dovessi aver bisogno
di un sorriso o di una carezza,
cercami nel tocco delicato di una rosa
o nel volo a planare di un gabbiano,

ti donerò momenti che dimenticherai,
ma saranno quelli
in cui ti vedrò sorridere
prima di tornare nel tuo mondo
ed io nel mio.

E ti farò indossare ali di angelo
quando avrai bisogno di sognare,
suonerò per te sconosciute melodie
quando avrai voglia di danzare

E percorrerò con te
anche i sentieri più tortuosi
se avrai bisogno di una guida
in quei momenti.

Cercami…
io ci sarò.

mamma

Sono

Sono un sussulto del silenzio.
loveLa trama di una commedia
dimenticata su una vecchia panchina
all’angolo solitario di una via.
Sono l’acuto di una nota disperata
e l’applauso in cui silenziosa si perde.
La penna che scivola stanca
sullo spazio vuoto e immacolato del nulla
illudendolo di non essere solo inutile carta
che raccoglie un sogno da bruciare.
Sono uno scoglio che attende di poter volare
e nella sua instancabile veglia
scruta il cielo sotto il profilo della luna
pregando che una pioggia leggera
porti , al suo angoscioso silenzio,
il perenne mormorìo del mare.
Sono il sapore amaro del desiderio

e la scalza voce con cui lo rincorro…

Sento. Ascolto. Amo.

Raccolgo, avida, quanto la terra mi offre nel mio andare.
Le radici amare che strappo dai solchi di mia madre, le spighe di grano cresciute sulla curva schiena di mio padre e i rossi melograni sbocciati nei sorrisi di mio fratello…. e poi mi volto verso il sole e mi getto tra le tue mani aperte per farmi stringere, soffocare, consumare…
Dentro esplode una stella e il riso si mescola al pianto.
Mordo ogni giorno che passa perché ne porti il segno all’infinito e di esso non venga sprecato neppure un secondo e poi mi chiedo come sarà il silenzio quando finirà l’inchiostro e i fogli resteranno bianchi.
Certe volte faccio mattina solo per illudermi che il calendario si sia fermato e il mio cuore abbia così guadagnato qualche battito smarrito.
Oltre i miei occhi il fiume continua a scorrere rumoroso e libero.
Spalanco le braccia mentre indosso questa mia pelle sottile, troppo sottile per lasciare fuori emozioni che mi colpiscono come tempesta.
Sento. Ascolto. Amo.
E a volte è tutto così troppo che l’inizio si confonde con la fine e le parole si perdono tra le dita come sabbia spazzata via dal vento.

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