Pensieri sfuggevoli

In queste ultime settimane ho fatto tante cose fra casa, lavoro, parole dette e frasi non pronunciate, incertezze, sorrisi e lacrime….ho avuto spesso la sensazione che la nostra vita fosse una giostra, lo credo ancora e credo anche, come tante volte ho sentito, che la nostra vita sia come uno spettacolo continuo, un continuo essere sul palcoscenico… Solo che non ho ancora capito se il copione sia scritto da altri (dalla sorte, dal caso o chissà) o siamo noi a scriverlo, con i nostri gesti, le nostre frasi…
Cammino spesso, di notte , faccio qualche passeggiata nelle vie circostanti verso mezzanotte, l’una…e spesso mi chiedo “cosa c’è dentro questi passi, dentro questo guardare le cose, le persone, le vetrine dei negozi?”…cosa c’è, dentro le nostre azioni di ogni giorno, dentro le nostre emozioni? Guccini canta “Ma cosa c’è, in fondo a quest’oggi”

…mille pensieri e riflessioni si sono fatti avanti nella mia mente e mi sono detta : non è forse la società una sorta di grande palcoscenico sul quale viene messa in scena, ogni giorno, la vita quotidiana dei singoli individui? Siamo noi che ogni giorno scriviamo il copione della nostra vita? Non saprei dirlo con esattezza… l’individuo, attraverso il processo di socializzazione, diviene attore sociale e assume un ruolo determinato; la vita, in quanto rappresentazione teatrale, fornisce al soggetto stesso un copione che lo guiderà nelle situazioni quotidiane.

La nostra vita assume un ruolo fondamentale poiché rappresenta l’ambiente immediato e direttamente accessibile nel quale ognuno di noi opera ed interagisce con l’altro. Il teatro ed il gioco, con le proprie regole ed i propri ruoli, vengono assunte a metafore della vita quotidiana stessa.

Le persone, impegnate a dare un significato alla propria esistenza, tentano attraverso le interazioni con gli altri, di costruire interpretazioni condivise degli eventi: quel senso comune che conferisce una parvenza di ordine alla vita quotidiana di ogni essere umano.

Là dove il palcoscenico è finzione la vita è verità ed è fatta di cose reali. Ma, pur considerando tale fattore, rimane inalterato il parallelismo tra vita quotidiana e rappresentazione. “La mia conoscenza della vita quotidiana è come uno strumento che apre un sentiero attraverso una foresta e, mentre lo fa, proietta un ristretto cono di luce su ciò che si trova davanti e immediatamente intorno: su tutti i lati del sentiero continua a dominare l’oscurità. La realtà della vita quotidiana è offuscata dai nostri sogni”. Sono tanti gli interrogativi che affollano la mia mente… tanti i dubbi e le incertezze…

Forse la realtà quotidiana è l’unica certezza dell’uomo: tutto ciò che va oltre, che è insolito, ci conduce ad un tipo di conoscenza ancor più sfuggevole, ambigua, difficile da condividere insieme agli altri…

Rosy

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