Fa che il tuo cuore non dimentichi

Le campane della chiesa battono

i rintocchi di un tempo senza tempo

e i minuti si perdono tra i passi di viandanti concitati.

Qualcuno sta rincorrendo a perdifiato un sogno

che improvvisamente gli sta sfuggendo lontano.

Ogni viaggio porta l’incognita di un destino

e lungo la strada si rischia di perdere sempre

qualche spicciolo di cuore… magari

abbandonato in qualche angolo del mondo,

lanciato al buio angosciante di una interminabile galleria,

o scivolato sui binari di una stazione morta da sempre.

Qualcuno distrattamente, nella sua corsa,

calpesta un piccolo foglio spiegazzato

facendolo rotolare lontano dagli occhi distratti.

Era caduto da una piccola mano che, inutilmente

aveva cercato, nella furia di un tempo senza pietà,

di afferrare per l’ultima volta un’altra mano…

sperando invano di poterla raggiungere

prima che il buio la inghiottisse per sempre…

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi ”

solo questo c’era scritto, poche parole

scritte da una grafia semplice e frettolosa,

inchiostro colato sotto due lacrime disperate.

Solo un attimo per un saluto gridato,

per un abbraccio mancato….

Poi solo il volto inghiottito tra braccia al vento.

Lontano da tutto questo,

sul muretto vicino ad una chiesa

una ragazza ha scelto a chi donare

la sua prima incerta carezza d’amore.

I suoi capelli profumano di frutta acerba

e le sue dita tengono delicatamente un fiore.

E mentre un tramonto dai contorni di fuoco

scende portando il silenzio sulla piazza,

i profili dei loro volti si avvicinano timidamente.

Il fiore scivola dalle dita e le labbra si muovono

quasi in un sussurro impercettibile:

“ Fa che il tuo cuore non dimentichi”

Fa che il tuo cuore non dimentichi…

perché sotto quelle poche parole scritte

per sempre resterà inciso un nome.

Love_is____by_NadyaBird

 

Silenziosa gioia!

Quante lacrime si versano sulle amarezze, e quante parole…

Ti escono di getto e non fatichi mai a cercarle. Ti travolgono come fossero un fiume impazzito senza più un argine che lo trattenga e inonda il mondo delle sue grida strazianti perchè a tutti sia dato di sapere della sua esistenza.

 

E quanto amaro veleno viene usato come inchiostro per scrivere il dolore…

Quante ore insonni per dargli vita e corpo come se non bastasse sentirlo vivere e crescere dentro di noi, senza cercare anche il bisogno di guardarlo negli occhi.

 

E quante lampadine accese, nella notte, per illuminare fogli di carta bagnati di pianto e mani fredde e intorpidite strette intorno ad una penna gelida come una lama…

Come è facile parlare del dolore, quando si prova dolore.

 

Come è silenziosa invece la gioia…

Si nutre dei battiti del cuore e vive di sorrisi che non hanno bisogno di essere raccontati.

Si stampano nell’aria ed entrano nei polmoni diventando il fiato con cui respiri, con cui ti nutri… e prendono il gusto dolce delle parole non dette.

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